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Modelli storici dal 1946 al 1955

1946

Vespa 98

La 98 viene presentata al grande pubblico alla Fiera di Milano dell'aprile 1946 e suscita grande stupore. Prima di allora era stata vista esclusivamente da una ristretta cerchia di persone al Golf Club di Roma, soltanto un mese prima. La Piaggio presenta il nuovo scooter come ``motoleggera utilitaria`` per rassicurare la clientela sulla protettività della scocca in lamiera.
A dispetto di una richiesta fin da subito soddisfacente, il primo anno di vita di Vespa fu per Piaggio assai problematico a causa delle grandi difficoltà di approvvigionamento di materie prime. Ciò nonostante, fin dall’inizio dell’anno Enrico Piaggio diede disposizioni perché la fabbrica si organizzasse per produrre 5000 esemplari del nuovo veicolo. Alla fine dell’anno gli esemplari completati furono 2484.

1948

Vespa 125

Se la 98 riscontra un successo solo discreto nelle vendite, con la Vespa 125 del 1948 si può invece parlare di un vero e proprio boom. Il pubbilco non è più diffidente come alla presentazione del 1946 e inoltre la 125 si dimostra decisamente evoluta rispetto al modello precedente. Il gran cambiamento risiede soprattutto nel comfort migiorato, che ora prevede sospensioni con molla elicoidale su entrambe le ruote. Manca ancora un ammortizzatore per frenare le oscillazioni della molla, ma rispetto alla 98 la guida è nettamente migliorata. Le prestazioni sono poi decisamente superiori, con un'accelerazione più brillante a una velocità massima che passa dai 60 ai 70 Km/h.

1953

Vespa 125 U

In questa Vespa 125 la sigla ``U`` sta per Utilitaria. Nonostante il prezzo sia decisamente più invitante rispetto alla 125 normale, questa serie non incontra il gradimento della clientela. Troppo spartana nella componentistica, la U non viene apprezzata seppure economica. Per ridurre il prezzo la Piaggio interviene infatti su moltissimi particolari: scompare ogni cromatura, il coperchio del motore viene alleggerito, il parafango anteriore e il cofano destro sono tagliati. Una sola, tra le modifiche adottate per economia, si rivela efficace e verrà riproposta da allora in avanti: il faro viene collocato sul manubrio anzichè sul parafango anteriore, dove era sempre stato posizionato. Le finiture risultano particolarmente scarse: mancano le protezioni in gomma sul pedale del freno, sulla leva di avviamento così come sui piedini del cavalletto, sostituite da una piccola griglia stampata.